Terstenico – Monte Radio (seconda parte)

Negli anni Trenta la zona a metà del crinale fu invece scelta dalla direzione dell’ EIAR (Ente Italiano per le audizioni radiofoniche) (nota 1) per allestire l’impianto trasmettitore della Compagnia Marconi collegato con una serie di cavi telefonici nell’allora palazzo della Telve di piazza Oberdan.
Sul colle di Terstenico vennero così costruite due torri alte rispettivamente 86 e 82 metri distanti 120 metri l’una dall’altra e fissate su basamenti di cemento armato per resistere alle più forti raffiche di bora.
Tramite appositi cavi isolati queste torri sostenevano un’antenna a forma di T che avrebbe diffuso i programmi radiofonici fino all’Europa centrale e balcanica.

Nella foto (mediasuk.org) le due antenne (nota 2) antenne Monte Radio
Dopo le prove tecniche iniziate il 3 agosto 1931, Radio Trieste fu ufficialmente inaugurata il 28 ottobre 1931.
Da allora il colle di Terstenico fu ribattezzato Monte Radio.

Agli inizi degli anni Cinquanta la zona soprastante rimasta allo stato boschivo venne invece venne scelta dall’INPS per costruirvi una casa di cura per la tubercolosi, allora molto diffusa.

Nella foto (CMSA) i lavori nel 1952Costruzione santorio
Il nosocomio progettato nel 1951 e inaugurato il 17 marzo 1958 con il nome di Ospedale Santorio Santorio, (nota 3) divenne in poco tempo un Centro di riferimento regionale.

Il Santorio (foto Magajna)img131 
Il colle di Terstenico da Riva Ottaviano Augusto (foto anni Sessanta di Gianni Ursini)Gianni Ursini anni 60

Durante gli anni Settanta, quando regredirono le epidemie tubercolari, la struttura fu convertita in un Polo Pneumologico collegato agli Ospedali riuniti di Trieste.

Negli anni Ottanta vennero aggiunti alcuni reparti per lungodegenti fino alla chiusura di tutto il comprensorio nel 2003.

Dopo varie ipotesi per il suo riutilizzo fu indetta un’asta pubblica che fu vinta dalla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA). (nota 4)
Iniziate le ristrutturazioni nel 2006 e proseguite fino il 2009, l’edificio venne riadattato a sede universitaria le cui lezioni furono avviate nel 2010.

Foto della Scuola (sissa.it)sissa.it
Oggi sulla lunga e ripidissima via Bonomea sono state costruite delle belle ville con giardini e splendidi panorami che spaziano su tutto il golfo, ma appena ci si avventura oltre villa Bonomo e la Scuola ci si ritrova in un fitto bosco dove circolano indisturbati cerbiatti , lepri, scoiattoli e nidificano una miriade di uccelli.
Foto “Il Piccolo” image (2)
Ci piace molto questo erto colle dove hanno convissuto nobili e mezzadri, malati e anziani e che oggi pullula di scienziati e studenti di ogni nazionalità.

Ci piace anche il motto di questa grande Scuola Internazionale che ha ripreso un frammento degli immortali versi di Dante:
“Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e conoscenza”.

Foto sissa.it 1200px-Logo_Scuola_Internazionale_Superiore_di_Studi_Avanzati.svg

Note: 

  1. L’EIAR acquistò i terreni dal conte Alessandro Economo (“Il Piccolo”)
  2. Nel 2011 un’antenna fu drasticamente accorciata in quanto non più sicura e impossibile da riparare. Su quella più a nord, ridotta di alcuni metri, saranno concentrati i trasmettitori di Radio 1 in onde medie e Radio Trieste A (rete di lingua slovena)
  3. Santorio Santorio (Capodistria, 29 marzo 1561 – Venezia, 22 febbraio 1636) fu un medico e fisiologo italiano.
  4. La SISSA è un istituto universitario di formazione post-laurea nelle aree della matematica, della fisica e delle neuroscienze, fondato nel 1978 dal dott. Paolo Budinich, già direttore del Centro Internazionale di Fisica teorica la cui sede si trova in via Beirut nei pressi del Parco di Miramare. 
  5. Fonti: Thesauro – beniculturali.it – biblioteche.comune.trieste.it – sissa.it – Articolo “Il Piccolo” 18/12/210

Un pensiero su “Terstenico – Monte Radio (seconda parte)

  1. Massimiliano Bordon

    Splendido e intelligente non tanto come tema la tradizione, la nostra cultura eccetera ma divulgare alle nuove generazioni un interesse concreto su come trieste ha subito il famoso piccone risanatore per decenni quasi distruggendola spogliandola di ogni pregio cui poteva andare fiera, quel piccone italiano che ancora oggi è sempre li pronto a cancellare qualcosa di trieste Asburgica che in questo caso si per la tradizione e cultura ma da una mentalità di Triestini Italiani Austriaci poi tutte le altre etnie in grado di vivere rispettandosi e lavorare per un comune interesse crescere evolvere, farsi conoscere nel mondo, quindi questa bella ed interessante storia di Trieste sarebbe da condividere e boicottare fino alla soppressione di tutti quei programmi demenziali che distolgono le menti di tutti i non curiosi. Un saluto a voi

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