Nino Spagnoli

Foto autoritratto giovanile (1944)

Nato a Trieste il 25 ottobre 1920 Nino Spagnoli iniziò a studiare pittura con Edgardo Sambo e Giovanni Zanfgrando ma dopo l’iscrizione all’Accademia di Belle Arti a Venezia, si appassionò alle arti scultoree.
Assunto come disegnatore tecnico in un cantiere navale gli venne proposto di insegnare ai corsi serali per il personale del Governo Militare Alleato.
La prima opera importante fu il gruppo in bronzo Defensor Civitatis eseguito nel 1946 per la Curia Vescovile come ricordo della difesa di Trieste svolta da Antonio Santin
Per la cosiddetta “Divisione Lavori in Economia” nel 1951 eseguì la Fontana dei putti per piazzale Rosmini e l’anno successivo il bassorilievo dei puttini che giocano nel giardino di via San Michele
Sempre negli anni cinquanta Spagnoli restaurò la Fontana del Nettuno, oggi in piazza della Borsa ma allora in piazza Venezia (in sostituzione del monumento a Massimiliano d’Asburgo) e quella di piazza Garibaldi, entrambe scolpite da Giovanni Mazzoleni (1699 – 1769) .

Risalgono al 1955 la Fontana di Pinocchio nel parco di Villa Revoltella e il gruppo della Piccola Leda per il laghetto dei cigni nel Giardino Pubblico di via Giulia.
Nella foto l’artista al lavoro in uno dei suoi studi: quello dei primi tempi in via Ciamician e quello storico” in via dell’Ospitale, sotto il castello di San Giusto.

Nella foto sotto, Spagnoli presenta a una giovanissima Fulvia Costantinides il suo volto in occasione di una mostra nel 1956.
L’anno successivo si trasferirà a Caracas, in Venezuela, dove si sposò con la pittrice Giuliana Pazienza dedicandosi all’insegnamento e a diverse opere monumentali.
Rientrato in Italia nel 1962, s’impiegò nello stabilimento delle cave di marmo bianco di Giuseppe Sonzogno a Lasa (vicino Bolzano) per trasferirsi tre anni dopo a Catania in qualità di agente concessionario della ditta Marmi Henraux.

Rientrato nel 1983 definitivamente a Trieste continuò a lavorare nello studio sotto San Giusto realizzando busti, medaglioni, ritratti privati e restauri di monumenti, come quello per la Fontana dei Quattro Continenti di piazza Unità e il celebre monumento di Sissi, oggi in piazza Libertà.
Nella foto Nino Spagnoli già ottantenne occupato al restauro del braccio della figura che simboleggia Trieste.

Sono divenute celebri le sue sculture di Umberto Saba in via San Lazzaro, di Italo Svevo in piazza Hortis, di James Joyce su Ponte Rosso e della Mula de Trieste sulla scogliera di Barcola.

La scultura della fanciulla con lo sfondo di Miramare l’ultimo lavoro di questo nostro grande artista, spentosi il 31 dicembre 2005.

L’ immensa produzione di Nino Spagnoli fu dovuta a un costante lavoro di fatica e sacrificio ma sempre libero e indipendente da legami e costrizioni, così ci piace ricordare il suo dinamismo in questa forse poco nota scultura giovanile intitolata “Lo Scattista” del 1956.

Fonti: Anna Krekic e Michela Messina, “Nessun Maestro cade dal cielo- arte e lavoro nella scultura di Nino Spagnoli” , Edizioni Comune di Trieste, 2007

Un pensiero su “Nino Spagnoli

  1. salvatore Cicala

    La tradizione vuole che la mula di Trieste sia stata notate da lui mentre passeggiava a Barcola,e la ragazza fosse intent a coprirsi il /davanti/senz\a accorgersi del /di dietro infatti dietro risulta essere nuda!

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