L’ultimo soggiorno a Miramare di Carlotta del Belgio

Documentazioni

Dopo lunghe ricerche presso il Regio Consolato di Spagna a Trieste Oscar de Incontrera trovò l’ interessante carteggio di Gaetano J. Merlato (1) che dal 1838 fu cancelliere del console don Sebastiano Vilar, viceconsole di don Adolfo Guillemard de Aragòn negli anni 1857-1865 e successivamente di don Joaquin Garcìa Miranda, console dal 1865 al 1868 e poi trasferitosi nello Stato Pontificio.
Per le documentazioni che riguardano l’ultimo soggiorno dell’Imperatrice Carlotta a Miramare  e stilate in seguito da Garcìa Miranda, il Merlato si avvalse anche dalle relazioni con personaggi dell’entourage dell’Imperatrice fra cui alcuni dei delegati che nel 1864 offrirono a Massimiliano d’Asburgo la corona del Messico (2).
Su alcuni fatti che effettivamente avvennero durante i 10 mesi di segregazione di Carlotta a Miramare, Oscar de Incontrera riporta pure alcune notizie tramandate in famiglia dal nonno Giovanni, chef de cuisine alle dipendenze di Massimiliano d’Asburgo e che fu accanto a Carlotta nel suo drammatico viaggio da Veracruz, diventando quindi uno dei testimoni del suo ultimo soggiorno triestino prima della sua partenza per il Belgio.
Saranno via via riportati gli altri documenti ufficiali sui quali Oscar de Incontrera cercherà di analizzare i motivi che hanno spezzato la mente di una così giovane sovrana, fino allora apprezzata per la vivace intelligenza, la finezza della sua cultura, la passione per le letture con una grande versatilità nelle lingue e una sorprendente manualità artistica.

Note:

(1) Gaetano Merlato, nato a Trieste il 3/2/1807, dopo aver soggiornato a Venezia (dove si diplomò all’Accademia di Belle Arti) e Milano, ritornò nella città natale ricoprendo inizialmente il ruolo di segretario- bibliotecario di a Domenico Rossetti (1774 – 1842). Successivamente si dedicò alla carriera diplomatica e per la sua profonda conoscenza della lingua spagnola fu anche interprete giurato presso il Tribunale di Trieste. Nel 1840 si sposò con Lucia Kandler, sorella di Pietro, da cui ebbe due figli.
In memoria del cognato lo storico-archeologo Pietro Kandler (Trieste 1805 – 1872) scrisse un testo sulla  sua vita e il grande operato prima di spegnersi il 31 dicembre 1873.
(Da B.M. Favetta, Famiglie triestine nella vita della città, Atti dei civici musei di storia e arte, Trieste, 1975).

(2) La cerimonia di consegna della corona del Messico a Massimiliano si svolse il 3 ottobre 1863 nella camera da letto della coppia arciducale, situata al piano terra del Castello: a quella data, infatti, il primo piano di rappresentanza non era ancora terminato.
È lo stesso Massimiliano che, dalle pagine del suo diario del 1863, ci informa che il pittore “triestino” Cesare Dell’Acqua è giunto da Bruxelles per assistere alla cerimonia. In realtà, il pittore avrebbe dipinto la tela anni dopo nel suo atelier di Bruxelles, portando quasi certamente con sé una fotografia degli astanti, data la fedeltà al vero che traspare dai singoli volti dei personaggi rappresentati. Oltre al futuro imperatore Massimiliano, raffigurato davanti al tavolino in scagliola nera donato da Pio IX alla coppia arciducale e attualmente esposto nella sala dei regnanti, nel dipinto sono ritratti, da sinistra a destra, Josè Maria Gutierrez de Estrada che tiene in mano il documento di nomina a imperatore, padre Francisco Javier Miranda, Joachim Velasquez de Léon, Ignazio Aguilar y Marocho, Josè Manuel Hidalgo, Adrian Woll, Conde de Valle, Antonio Arango y Escandon, Angel Iglesias y Dominguez, Josè Maria Landa.
L’opera assume grande importanza per il suo valore documentario.Quadro di Cesare dell’Acqua dall’archivio dei Musei di Storia e Arte

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