Il trittico di Santa Chiara

In una stanza rigorosamente climatizzata del Museo Sartorio è esposta al pubblico una splendida opera d’arte di pittura veneziana risalente alla prima metà del Trecento.
Il trittico è composto da:
– Una tavola centrale con 36 riquadri, di cui 34 raffigurano episodi della vita di Gesù e gli ultimi 2 la morte di Santa Chiara e le stimmate di San Francesco;
– Due portelle laterali dove a sinistra appaiono i Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista, San Giusto e San Sergio, San Lazzaro e Sant’Apollinare; a destra La Pietà e la Madonna della Misericordia, un Vescovo con un ramo d’ulivo, Santa Barbara, Santa Caterina e Santa Margherita.
A trittico chiuso sono raffigurati sull’ala sinistra San Cristoforo e su quella destra San Sergio con l’alabarda di Trieste a conferma che l’opera venne eseguita per la città.
Il grande riquadro centrale è attribuito al maestro di maniera bizantina Marco Veneziano e datato intorno al primo decennio del XIV secolo.
Le portelle laterali sono riconducibili invece a Paolo Veneziano, primo importante esponente della pittura veneziana del Trecento o a un suo strettissimo collaboratore.

Il dipinto apparteneva in origine al Monastero di San Cipriano le cui monache avevano aderito alla regola di Santa Chiara fin dall’epoca della sua fondazione nel 1278 per poi passare nel 1367 a quella di San Benedetto.
Nella seconda metà dell’Ottocento il prezioso trittico fu donato al dottor Lorenzutti, medico e letterato triestino che poi lo lasciò in eredità al Comune di Trieste per essere visibile al pubblico.

Questo scenografico e antichissimo trittico assieme ai fantastici disegni del Tiepolo conservati al secondo piano di Palazzo Sartorio rendono imperdibile la visita al museo Sartorio che conserva moltissime altre opere d’arte, pregiati arredi, collezioni d’arte di inestimabile valore, una stupefacente gipso- gliptoteca nel contesto di un parco recentemente risistemato dalla nostra grande mecenate Fulvia Costantinides.

Articolo tratto da Lorenza Resciniti, Il Civico Museo Sartorio di Trieste, Rotary Club)

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