La sepoltura a San Giusto del terribile Fouchè

Joseph Fouché (1759 – 1820) il vile e perfido ministro di polizia di Napoleone Bonaparte, visse a Trieste l’ultima parte della sua vita sciagurata. Seminarista a Nantes, abbandonò la tonaca e diventò amico di Robespierre condannandolo poi al patibolo dopo aver votato la morte di Luigi XVI e massacrato i ribelli di Lione. Abile a destreggiarsi nel periodo del Terrore, Fouché fu nominato da Napoleone stesso duca d’Otranto e dopo la campagna di Russia Governatore delle province illiriche francesi. Con questo titolo giunse a Trieste alloggiando nel palazzo Vicco di via Cavana (oggi sede del Vescovado). Dopo essere trasferito a Napoli per sorvegliare Gioacchino Murat, il generale di Marengo e Jena, fucilato poi dai borbonici a Pizzo Calabro, fuggì prima in Francia, dove venne subito espulso, poi a Praga e infine a Lione. Chiesta e ottenuta la cittadinanza austriaca nel 1819, si stabilì definitivamente a palazzo Vicco dove visse recluso fino alla sua morte avvenuta il 26 dicembre 1820. La storia riferisce che durante la salita verso il camposanto di San Giusto alle prime luci di una gelida aurora, sferzasse una bora talmente violenta da ribaltare la bara facendo rotolare il suo cadavere fra l’orrore degli stessi becchini.

La salma di Fouché rimase nel colombario fino al 1886, quando per interessamento di un lontano parente i suoi resti vennero riportati in Francia.

(Notizie tratte dalla rivista La Bora)

3 pensieri su “La sepoltura a San Giusto del terribile Fouchè

  1. sapori

    Articoletto desolante, pieno zeppo di errori ! Sono più numerosi che il testo stesso, non si sa dove cominciare per correggerlo !
    -“Vile e perfido” : sono luoghi comuni, in ogni caso non è l’avviso di Stefan ZWEIG et d’altri che lo considerano come un grande statista.
    -Fouché non abbandono’ mai la tonica per la semplice ragione che non è stato MAI ordinato prete (era semplicemente insegnante negli oratoriani).
    -Governatore delle Province Illiriche, non soggiornava a Trieste ma nella capitale, Lubiana.
    -Abito’ nel palazzo Vicco non da governatore ma in esilio, molto dopo, nel 1820.
    -Da Napoli in Francia per essere poi subito espulso ?!?! Nel frattempo fu : 1°) ministro della polizia di Napoleone durante i 100 giorni ; 2°) poi ministro della polizia di Luigi XVIII° ; 3°) poi ancora ambasciatore a Dresda !!!!
    -Durante il suo esilio non mise MAI i piedi a Lione (come poteva essere esiliato dalla Francia e vivere in una città francese ?!?!)
    -Non viveva recluso a Palazzo Vicco, ma passeggiava nella città, frequentava gli altri esuli (Elisa, Joseph…), andava al teatro e soggiorno’ pure a Villa Vicentina. Si è ammalato della polmonite dopo una delle sue passeggiate quotidiane, a cui non rinunciava mai.
    -La sua bara non fu rovesciata dalla bora, è una leggenda inventata di sana pianta de Caprin : tutti gli storici seri, senza nessuna eccezzione, sanno che è una vera balla ! Quel giorno la bora non soffiava a Trieste!!!
    -La salma non riposava nel colombario, ma nella cripta sotterranea davanti all’ingresso principale della basilica.
    -Il “lontano parente” che fece trasportare la salma in francia era… suo figlio.
    Questo articoletto è un raro esempio di sciocchezze e di errori.

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  2. salvatore Cicala

    Complimenti per la precisione documentata nella replica,da 1 a 10 voto nove e mezzo,unico neo ,secondo me,la parola………Sciocchezze!

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