Il TLT e il Trattato di Osimo

A proposito della recenti argomentazioni sulla discussa questione della TLT, riportiamo qui di seguito una breve cronistoria:

9 giugno 1945: Accordo tra Tito e il generale Morgan
Il 9 giugno 1945 viene firmato a Belgrado un accordo tra Tito e il generale Morgan per la definizione dei confini contesi:
– Trieste e la costa occidentale dell’Istria, comprese le vie di comunicazione con l’Austria passano sotto l’occupazione anglo-americana;
– gli altri territori rimangono sotto quella jugoslava, senza pregiudizio per le future decisioni della conferenza di pace.
(Diz. Enciclopedico Italiano, Ist. Poligrafico dello Stato, Roma, 1970, vol. XII)

20 giugno 1945: La linea Morgan definisce i confini tra Italia e Jugoslavia
Entra in vigore l’accordo tra Tito e il generale Morgan per la definizione dei confini che delimitano i territori occupati dalla Jugoslavia e quelli controllati dagli anglo-americani (vedi 9 giugno 1945).
Continuano però le trattative diplomatiche: l’Italia propone come frontiera la linea Wilson (stabilita nel 1919) o quella del Monte Maggiore (come divisione dell’Istria in 2 parti), mentre la Jugoslavia esige addirittura la linea dell’Isonzo.
(Diz. Enciclopedico Italiano, Ist. Poligrafico dello Stato, Roma, 1970, vol. XII)

3 luglio 1946: Le grandi potenze decidono i confini tra Italia e Jugoslavia
Dopo lunghe trattative, le 4 grandi potenze (Gran Bretagna, Francia , Stati Uniti e Unione Sovietica) decidono che:
– i territori compresi tra San Giovanni di Duino fino alla linea del fiume Quieto (presso Cittanova, sulla costa dell’Istria) fanno parte del TLT (Territorio Libero di Trieste), garantito dal Consiglio di sicurezza e un Governatore nominato con il consulto tra l’Italia e la Jugoslavia;
– i territori posti a oriente della linea di demarcazione (proposta dalla Francia) al di là di Cittanova d’Istria rimangono alla Jugoslavia..
(Diz. Enciclopedico Italiano, Ist. Poligrafico dello Stato, Roma, 1970, vol. XII)

4 luglio 1946: Nasce il Territorio Libero di Trieste
Stati Uniti, Francia, Inghilterra e Unione Sovietica raggiungono l’accordo definitivo sul problema di Trieste: la città e la zona limitrofa vengono internazionalizzate con la costituzione del Territorio Libero di Trieste, i cui confini andranno da Duino a Cittanova d’Istria.
L’integrità e l’indipendenza saranno assicurate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che approverà lo Statuto del territorio.
Le proposte per il Governo provvisorio e lo Statuto permanente del TLT saranno avanzate dalla Conferenza della Pace secondo i principi democratici.
Saranno rispettati i diritti dei cittadini per quanto riguarderà la religione, la lingua, la stampa, le scuole e l’accesso ai pubblici servizi.
Gran parte delle norme contenute nello Statuto (come quelle che riguardano la nomina del governatore) non verranno mai applicate.
(“Trieste 1900-1999 Cent’anni di storia”, vol. VI, pag. 27)

10 febbraio 1947: Il Territorio Libero di Trieste viene diviso in zona A e in zona B
Con il Trattato di pace del 10 febbraio 1947 il TLT è diviso in 2 parti:
– la striscia di costa adriatica compresa tra Duino (fino il carsico Monte Goli proseguendo per San Dorligo della Valle) e Punta Grossa (dopo Muggia) viene definita Zona A e rimane sotto l’Amministrazione del GMA (Governo Militare Alleato, costituito dagli anglo-americani);
– dalla linea di demarcazione della Zona A fino al fiume Quieto vicino Cittanova d’Istria è compresa la Zona B che rimane sotto l’Amministrazione della Jugoslavia.
(Diz. Enciclopedico Italiano, Ist. Poligrafico dello Stato, Roma, 1970, vol. XII)

15 settembre 1947: Dopo l’entrata in vigore del Trattato di pace inizia il grande esodo da Pola
In seguito all’entrata in vigore del Trattato di pace inizia il grande esodo delle popolazioni istriane le cui città sono state annesse alla Jugoslavia.
Massiccio e tristemente storico fu l’esodo dalla grande quanto italiana città di Pola: i piroscafi del Lloyd , autocarri, sgangherate auto e vecchi carretti trasportarono migliaia di istriani con le loro povere masserizie.
Molti profughi trovarono asilo nei precari campi allestiti a Trieste, in attesa di una possibile ricostruzione delle loro vite, altri scelsero di emigrare in Australia o in Canada.
(Manlio Cecovini, Discorso di un triestino agli italiani e altri scritti politici, Lint, Trieste, 1977)

20 marzo 1948: Ancora trattative per il Territorio Libero
Una risoluzione tripartita (Stati Uniti, Inghilterra e Francia, senza l’adesione dell’Unione Sovietica) rimette in discussione i confini stabiliti dal Trattato di Pace del 10 febbraio 1947.
Si propone di assegnare tutto il TLT (Territorio Libero di Trieste, compreso tra Duino e Cittanova d’Istria) all’Italia, ma l’irrigidimento dei rapporti tra Italia e Jugoslavia provoca l’accantonamento delle proposte.
(Diz. Enciclopedico Italiano, Ist. Poligrafico dello Stato, Roma, 1970, vol. XII)

8 ottobre 1953: Gli anglo-americani propongono di ritirare le truppe dal TLT
Il Governo Militare Alleato (costituito dagli anglo-americani) propone di ritirare le proprie truppe dal TLT (Territorio Libero di Trieste, costituito in seguito al Trattato di pace del 10 febbraio 1947 e passare tutta l’amministrazione alle autorità italiane. La Jugoslavia dissente con violenza.
(Diz. Enciclopedico Italiano, Ist. Poligrafico dello Stato, Roma, 1970, vol. XII)

5 ottobre 1954: A Londra si firma il “Memorandum d’intesa
Viene stabilito – ma a titolo ancora provvisorio – di affidare l’amministrazione della Zona A del Territorio Libero di Trieste (compreso tra Duino e Muggia) all’Italia e quella della Zona B alla Jugoslavia.
Dopo alcune rettifiche di confine vengono stabiliti degli accordi per i traffici di frontiera e la protezione delle minoranze rimaste nei territori contesi.
(Diz. Enciclopedico Italiano, Ist. Poligrafico dello Stato, Roma, 1970, vol. XII)

7 ottobre 1954: Pubblica dichiarazione del maresciallo Tito
In merito alla questione di Trieste, il giornale “Primorski Dnevnik” riporta le parole del maresciallo Tito durante il congresso della Confederazione comunista svoltosi a Sarajevo:
“Penso che nel mondo attuale, dove ci sono ancora tanti conflitti, sia molto importante cooperare per la pace, anche se ciò prevede grandi sacrifici, perché nonostante tutto la pace è meno cara delle guerre”.
(Trieste 1900-1999 Cent’anni di storia, vol. VI)

26 ottobre 1954: Il Governo Militare Alleato non esiste più
In ottemperanza al Memorandum di Londra, il Governo italiano estende l’amministrazione alla zona A dell’ex Territorio Libero di Trieste.
Dopo 9 anni di dominio, il Governo Militare Alleato (anglo-americano) cessa di esistere alle ore 10 del 26 ottobre 1954.
Tutti i poteri militari e civili vengono temporaneamente assunti dal generale De Renzi.
Fin dalle prime ore del mattino una folla esultante invade Piazza dell’Unità d’Italia per accogliere le navi della Marina e gli eserciti in gran parata.
Sotto le gelide folate di bora e una pioggia battente l’immenso tricolore sventolerà sopra l’incredibile entusiasmo della popolazione e il commosso discorso del sindaco Gianni Bartoli.

Le tormentate storie di Trieste sono giunte al suo epilogo.

In questo giorno di follia collettiva sembrò dimenticato l’oscuro periodo della guerra, l’occupazione tedesca, i bombardamenti, le tragiche notti dell’occupazione titina, i forni crematori, le foibe, il tutto su un piccolo lembo di terra ferocemente contesa.
La città era uscita dalla guerra in condizioni spaventose: furono perdute le centrali elettriche, le flotte, gran parte dei magazzini merci. Dopo il recupero delle mine e dei relitti sui fondali del golfo, si dovettero ricostruire i cantieri, le fabbriche, le dighe e soprattutto il porto, ma le condizione di incertezza politica non permettevano grandi investimenti né una ripresa dei traffici, ormai limitati ai rifornimenti americani all’Austria (Manlio Cecovini, “Discorso di un triestino agli italiani”).
Mentre le altre città italiane correvano verso una rapida ripresa delle antiche posizioni, a Trieste emergevano tutte le precarietà delle strutture economiche.
Ma il 26 ottobre 1954 l’entusiasmo di Trieste è davvero grande.

10 novembre 1975: “Trattato di Osimo” per la cooperazione economica tra la Repubblica italiana e la Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia
Il 10 novembre 1975, nella villa Leopardi di Monte San Pietro di Osimo (presso Ancona) il Ministro degli Esteri Mariano Rumor e il vice Primo Ministro e Segretario Federale per gli Affari Esteri Milos Minic firmano il “Trattato e Accordo sulla promozione della cooperazione economica tra la Repubblica italiana e la Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia”.
Lo storico incontro doveva avvenire ad Ancona ma poiché la prefettura era ancora inagibile dopo il terremoto del 1972 fu svolto nel duecentesco convento di San Silvestro, restaurato e trasformato in villa dalla famiglia Leopardi.
A trent’anni di distanza Italia e Jugoslavia chiudevano con tale Trattato il capitolo della Seconda Guerra Mondiale, decidendo definitivamente i confini tra i 2 Paesi e promuovendo un nuovo sviluppo della cooperazione economica e un miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni di frontiera.
(Enciclopedia monografica del FVG, vol. 3)

NOTE: Il Trattato di pace del 10/2/1947 (Decreto Legislativo C.P.S. n. 1430 del 28 novembre 1947)  è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 295  del 24/12/1947

Il Trattato di Osimo (firmato il 10/11/1975) è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.77 del 21/3/1977

4 pensieri su “Il TLT e il Trattato di Osimo

  1. Luca

    della legge 3054/52 appunto del 1952 non si vuole parlare vero? forse troppo scomodo sopratutto per un articolo così ricco di sbagli e pressappochismo come anche di contraddizioni.

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    1. Gabriella Amstici Autore articolo

      Come mai gentilissimo signor Luca ritiene l’articolo ricco di sbagli e pressapochismo quando ogni singolo paragrafo ha come riferimento l’Istituto Poligrafico che pubblica la “Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana”?

      Gabriella Amstici

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  2. Filippo

    Per evitare sterili contrasti, suggerisco l’esame delle iscrizioni tavolari Alleate che iscrivono IN PROPRIETA il suolo al Demanio dello Stato del TLT. Nello specifico il GiornalNumero GN 1822/1949 consultabile liberamente presso l’Ufficio Tavolare di Trieste. Un passaggio insuperabile in adempimento al titolo di proprietà osservato dagli Alleati, l’art. 1 Allegato X Trattato di Pace di Parigi 1947. I successivi aggiornamenti delle iscrizioni di proprietà dei beni pubblici sono stati purtroppo finora omessi, ma il predecessore tavolare legittimo rimane sempre e comunque lo Stato del TLT per INSUPERABILITA del Trattato di Pace, trattato internazionale multilaterale che prevale di rango su qualsiasi legge nazionale. Un tanto era dovuto. Grazie

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