Fedora Barbieri

Gli abiti di scena di Fedora Barbieri esposti al Civico Museo teatrale Carlo Schmidl

A dieci anni dalla scomparsa di Fedora Barbieri, celebre mezzosoprano e nostra concittadina, Trieste ha ricordato con diverse iniziative la sua lunga e straordinaria carriera.
Nata a Trieste il 4 giugno 1920 iniziò giovanissima gli studi di canto sotto la guida del maestro Luigi Toffolo. Vinta una borsa di studio indetta dal Teatro Lirico di Firenze, proseguì le lezioni alla scuola del Maggio musicale fiorentino.
A soli vent’anni esordì nel ruolo di Fidalma ne Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa ottenendo un immediato successo che si replicò nelle interpretazioni di opere di Franco Alfano, Claudio Monteverdi, Giovanni Battista Pegolesi.
Negli anni successivi il Metropolitan di New York e il Covent Garden di Londra decretarono la sua fama internazionale oltre a quella già conquistata alla Scala di Milano.
Dotata di una voce fluente dal morbido e pastoso timbro di mezzosoprano-contralto, ebbe come compagni di palcoscenico i più celebri cantanti e i più prestigiosi direttori d’orchestra come Toscanini, de Sabata, Furtwaengler, von Karajan e Bernstein.
Tra le drammatiche o brillanti eroine di tutte le opere interpretate sempre con grande passione, sono particolarmente ricordate quelle verdiane fra cui la perfida Azucena de Il Trovatore, l’orgogliosa principessa Amneris dell’Aida, e Mrs. Quckly, “l’allegra comare” del Falstaff. 
Nonostante Fedora vivesse a Firenze, ritornava spesso a Trieste a cui fu sempre legatissima e che la onorò con un San Giusto d’oro il 18 dicembre 2000.
Dopo la sua morte, avvenuta il 4 marzo 2003, i suoi figli Ugo e Franco Barlozzetti donarono con grande generosità al Museo Teatrale Carlo Schmidl l’Archivio Fedora Barbieri comprendente fotografie, documenti, spartiti, registrazioni, libretti e manifesti d’opera, oggetti personali e alcuni stupendi abiti della sua gloriosa carriera.
(Giulia Basso, Il Piccolo, 2013).

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