Pierpaolo Luzzatto Fegiz

La prima Società di ricerche statistiche è stata ideata e realizzata dal nostro geniale concittadino Pierpaolo Luzzatto Fegiz.
Nato a Trieste il 9 giugno 1900, terzo di cinque figli dell’avvocato Giuseppe Luzzatto e Alice Fegitz, il giovane Pierpaolo dopo gli studi superiori si iscrive alla facoltà di Legge a Bologna, dove si laurea nel 1922 con una tesi sullo sviluppo demografico di Trieste.
Ritornato nella città natale, inizia a lavorare nello studio legale del padre dedicandosi anche alle sue passioni agonistiche (nel 1925 vincerà il campionato di canottaggio).

lobianco774La villa di famiglia Luzzatto-Fegiz in via Rossetti 42 (nota 1)

lobianco775Ma l’interesse per l’economia e la statistica lo spingerà ad accettare un’occupazione di assistente presso la medesima facoltà universitaria di cui nel 1926 ottiene la libera docenza e successivamente la cattedra di scienze statistiche. Qui si troverà però in un ambiente ostile causato dalle pressioni del fascismo che favorivano le carriere dei fedelissimi e allontanavano i sottoposti alle leggi razziali.
Allo scoppio della seconda guerra, Pierpaolo con la moglie Ivetta e i figli si trasferisce nella casa di Zabodaski, presso Lussino, assumendo da pendolare incarichi per conto dell’Istat.
Dopo la pubblicazione di diversi saggi e monografie scientifiche, Luzzatto Fegiz inizia a lavorare per “scongiurare gli errori commessi in passato, ritenendo che l’azione di un governo democratico debba essere confortata dalla conoscenza dell’opinione pubblica” (Lettere da Zabodaski).
Alla fine della disastrosa guerra i suoi ambiziosi progetti potranno essere realizzati con la fondazione della società Doxa che grazie alle azioni di amici e nomi prestigiosi inizierà a operare in piazza Duse di Milano il 15 gennaio 1946.
Con il referendum tra monarchia e repubblica del 2 giugno 1946 la Doxa condurrà un meticoloso sondaggio sulle intenzioni di voto su un campione di 5.000 intervistati. I dati pubblicati sulle principali testate nazionali susciteranno un interesse planetario.
Grazie a quel clamoroso successo, alla Doxa saranno affidati altri importanti incarichi che spazieranno tutte le componenti del tessuto economico e sociale.
Luzzatto Fegiz riuscirà però a conciliare gli studi statistici con l’incarico di preside alla Facoltà di Economia all’Università di Trieste che ricoprirà dal 1951 al 1960.
Ritenendo anche molto importante la conoscenza delle lingue straniere nelle relazioni internazionali, organizzerà la Scuola di Lingue Moderne (divenuta nel 1978 un’autonoma facoltà universitaria) per il raggiungimento del diploma di traduttore e interprete di conferenze.
Per i primi 10 anni della Doxa il prof. Luzzatto pubblicherà Il volto sconosciuto dell’Italia (Milano, 1956) composto da più di 1300 pagine di tavole statistiche sui temi riguardanti la struttura della società nel contesto familiare, lavorativo, economico, culturale e politico (argomenti poi ritrattati e ripubblicati nella nuova edizione del 1965).
Tra gli anni 1956-58 assumerà un ruolo di dirigente alla Camera di Commercio di Trieste con grandi aspettative per la riorganizzazione della Venezia Giulia dopo la disastrosa situazione post-guerra, ma i dissidi con il Governo centrale di Roma lo costringeranno alle dimissioni.

Dopo l’ordinamento del neo Centro di Calcolo all’ateneo triestino (anni 1961-‘62), Luzzatto Fegiz otterrà la cattedra di Economia e Commercio all’università di Roma, incarico che manterrà fino al 1975, anno del suo pensionamento accademico ma non certo lavorativo.
In occasione delle importanti elezioni del 20 giugno 1976 la RAI commissionerà alla Doxa le prime proiezioni di voto all’atto di chiusura dei seggi ottenute dai rilevamenti eseguiti su una rete di sezioni-campione. Gli scrutini sarebbero così iniziati tra i dibattiti televisivi di politici, politologi, e commentatori con un eccezionale successo di audience.
Nella sua lunga carriera Pierpaolo Luzzatto divulgherà gli studi sulle principali testate giornalistiche (Corriere della sera, La Stampa, Il Sole 24 ore, L’Espresso, Epoca) sondando tutti gli aspetti sociali, economici, politici del nostro paese in relazione agli orientamenti della pubblica opinione.
Delegando progressivamente la responsabilità della Doxa, ormai ben radicata in campo nazionale, l’instancabile docente-divulgatore riuscirà anche a dedicarsi alle sue passioni sportive tra il mare e le amate montagne.
Si spegnerà a Trieste l’11 agosto 1989.

(nota 1): Foto tratte da Una rosa per Joyce, Mgs Press, Trieste

Fonti:

Dizionario Biografico Treccani, 2007,

Trieste 1900-1999, Cent’anni di storia, Publisport Srl, Trieste

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